Albergo dell'Agenzia | Pollenzo - Bra - Piedmont - Italy

Slow Food e l'Agenzia

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L’idea di recuperare l'Agenzia di Pollenzo e farne un polo internazionale dedicato alla cultura materiale nasce alla fine del 1997 da un progetto di Slow Food, l'associazione internazionale che ha la propria sede a Bra, a pochi minuti da Pollenzo. Il progetto era quello di creare un luogo dove potesse risiedere l’enogastronomia, intesa come scienza, come attività economica e come pratica piacevole.

Dal 1997 sono passati 7 anni, anni laboriosi spesi per costituire una public company a capitale pubblico e privato, per la ristrutturazione del complesso, per la ricerca delle risorse necessarie a mettere in piedi le singole iniziative immaginate.

Dopo i lavori di recupero, terminati nella primavera del 2004, oggi l’Agenzia ospita:

Il popolo di Slow Food possiede ora un patrimonio inestimabile, un patrimonio che legittima il nuovo concetto di qualità gastronomica che l'associazione vuole diffondere: buona dal punto di vista organolettico, sostenibile dal punto di vista ambientale, equa dal punto di vista sociale.

Note storiche

L’Agenzia è un complesso neogotico costruito a partire dal 1833, che si presenta come un grande complesso “a corte”, un’architettura che deriva dalla curtis di epoca medioevale.

Nel 1842, re Carlo Alberto costituì la prima Associazione Agraria con lo scopo di incrementare l’agricoltura e le attività ad essa collegate nella zona. L’apertura al pubblico dell’Agenzia di Pollenzo, che aveva tutte le caratteristiche di un centro sperimentale di ricerca, avvenne durante la Primaria Adunanza Generale dell’Associazione Agraria, che si tenne nell’ottobre del 1843. In quella circostanza gli scienziati che vi parteciparono approfondirono gli aspetti economico-gestionali, tecnico-produttivi e sociali che la struttura si poneva come obiettivo.

Banca del vino

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La Banca del Vino è nata per creare un archivio della migliore produzione vinicola e per promuovere e diffondere la cultura del vino in Italia. Nelle cantine ottocentesche della grande struttura albertina sono stoccate le migliori etichette nazionali, selezionate da una commissione di esperti in base a rigorosi criteri qualitativi.

Si tratta di un gruppo di circa 300 importanti firme enologiche, cui potranno negli anni aggiungersi nuovi nomi emergenti, specchio fedele di tutte le principali aree vitivinicole italiane: dal Piemonte dei grandi rossi, alla Toscana dei sangiovesi e dei supertuscan, dal Veneto alla Sicilia, dalla Campania al Friuli.

Le bottiglie selezionate sono posizionate in modo da ricreare un ideale invito al viaggio nell’Italia del buon bere: i visitatori e gli stessi produttori possono vedere scorrere davanti ai loro occhi l’intero vigneto Italia, raccontato in cinque lingue dalle audioguide, oppure descritto nel sito Internet consultabile all’ingresso della cantina.

Non solo: gli appassionati avranno la possibilità di prenotare le partite di vino da cui sono conquistati, impegnandosi a loro volta a lasciare in Banca le bottiglie per un periodo predeterminato.

Università di Scienze Gastronomiche

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L'Università di Scienze Gastronomiche, primo ateneo al mondo interamente dedicato alla cultura del cibo, è promossa da Slow Food con la collaborazione di due Regioni, Emilia – Romagna e Piemonte.

L'obiettivo è di creare un centro internazionale di formazione e di ricerca, al servizio di chi opera per un'agricoltura rinnovata, per il mantenimento della biodiversità, per un rapporto organico tra gastronomia e scienze agrarie.

La struttura operativa è nata il 27 gennaio 2003, con la costituzione del Comitato per l'Università. Successivamente allo scioglimento del Comitato, il 25 settembre 2003, si è costituita l'Associazione Amici dell'Università di Scienze Gastronomiche, che ha nominato il professor Alberto Capatti quale Coordinatore Didattico-scientifico.

L'Università di Scienze Gastronomiche è un'Università privata, sul modello di altri prestigiosi atenei italiani, e realizza le sue attività didattiche con il supporto di un'associazione autonoma e senza scopo di lucro (Associazione Amici dell'Università di Scienze Gastronomiche), che si occupa degli aspetti organizzativi ed economici.

Ristorante Guido

Elegante ed essenziale “Guido” continua la tradizione della gastronomia piemontese iniziata nel 1961 a Costigliole d’Asti, sviluppando una sintesi di qualità e gusto pur conservando la filosofia di semplicità nelle proposte, la stagionalità e l’attenta valorizzazione delle materie prime piemontesi.

Guido ottiene la prima stella Michelin nel 1976 e la mantiene sino al 78 quando la rinomata guida decide di premiare il lavoro della famiglia Alciati con la seconda stella. Per 19 anni, sino alla triste scomparsa di Guido nel 1997, il ristorante mantiene le 2 stelle. Dal ’97 sino al 2002 Guido continua a meritare una stella quando, in previsione della nuova apertura del ristorante presso la tenuta reale dei Savoia, la famiglia Alciati chiede a Michelin di non avere le stelle nonostante la cucina, la sala e la cantina del ristorante sarebbero rimaste invariate. Nel 2004, a un anno dall’apertura nel nuovo plesso pollentino, il ristorante Guido ottiene nuovamente una stella michelin che mantiene con merito ed orgoglio sino ad oggi.

“… il ristorante non ha fiori, colori, tappeti o quadri… né posate d’argento e candelabri solo un’immagine: la mano di Lidia, madre e cuoca… il ristorante si chiama Guido, come nostro Padre…”

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